Chi è senza peccato? Molti lettori non lo ammetteranno mai, ma è difficile negare il potere persuasivo di una bella copertina. Vogliamo crederci superiori, impassibili alle esche evidenti per quei superficiali che entrano in libreria due volte l'anno. O peggio, a dei bookstagrammer (solo scriverlo mi fa rabbrividire). Noi siamo fini intellettuali. Quello che ci interpella è il contenuto. Eppure, il "guscio" del contenuto, il paratesto - per citare Genette - è là e ci seduce. È concepito proprio a questo scopo. Quindi, propongo di accettare il fatto che l'occhio vuole la sua parte, di esorcizzare questa contraddizione straziante, presentando una selezione delle mie copertine preferite. [Per rispettare il carattere trash del soggetto del post, ogni paragrafo sarà seguito da una "faccina" in qualità di recensione] 1. La straniera Il primo libro della mia rassegna è questo caso letterario, tra i finalisti del premio Strega 2019. Un rosso lussurio...
Uno spazio per lettori sconsolati